Suonare l’organo

san_lorenzo_2L’organo a canne è uno strumento musicale che produce il suono tramite l’aria pressurizzata che, proveniente da un motore azionato elettricamente, raggiunge le canne, tramite l’azionamento di una o più tastiere. Le canne dell’organo sono raggruppate in gruppi di timbro omogeneo chiamati registri. L’organista, mediante appositi azionamenti a pedale o manuali, può utilizzare un singolo registro o una combinazione di più registri a seconda dello specifico timbro che vuole ottenere.

Un organo può avere una, due o più tastiere (chiamate manuali) azionate tramite le mani e una pedaliera comandata dai piedi dell’organista. A differenza del pianoforte, quando l’organista preme un tasto, l’intensità sonora viene mantenuta costante per tutta la durata della pressione, in quanto l’aria continua a defluire nella canna finché l’organista non rilascia la nota.

L’aria proveniente dai mantici passa prima attraverso il somiere, ovvero una cassa che convoglia l’aria tra le varie canne.

L’insieme dei manuali, della pedaliera, delle staffe e degli azionamenti (bottoni, leve, tiranti) che inseriscono i registri o una loro combinazione è detta consolle dell’organo.

Sistema di trasmissione dell’aria

Gli organi possono essere:

  • Meccanici, in cui la trasmissione dell’aria attraverso la canna è data da un complesso sistema di leve e bilancieri, chiamato catenacciatura. La trasmissione meccanica rispetto a tutte le altre consente una miglior coscienza esecutiva in quanto permette mediante un sapiente controllo della pressione sul tasto, di modificare la resa dello strumento. Lo svantaggio principale di questo sistema è la progressiva durezza dei tasti man mano che vengono inseriti dei registri. Inoltre non è possibile separare la consolle dalle canne.
  • Pneumatici, dove l’azionamento del tasto provoca il passaggio dell’aria in un tubicino che raggiunge un piccolo mantice che provoca l’azionamento della valvola in corrispondenza della canna. In questo modo è possibile separare la consolle dalle canne ma viene generato un leggero ritardo tra la pressione del tasto e il suono della rispettiva nota, sicché un organista che esegue un pezzo veloce potrebbe trovarsi in difficoltà.
  • A trasmissione elettrica/elettronica, in cui l’azionamento della valvola in corrispondenza della canna è azionata per mezzo di relé elettromagnetici o di chips. Questo permette di accoppiare senza difficoltà i vari registri a più tastiere e soprattutto di separare i vari gruppi di canne costruendo somieri di dimensioni minori.

s_croce_2Le canne

Le canne dell’organo posso essere ad anima o ad ancia. Nelle prime, il suono viene prodotto mediante il passaggio dell’aria dal piede alla bocca della canna: uscendo dalla bocca, l’aria si frange sul labbro superiore della bocca della canna e mette in vibrazione la colonna d’aria contenuta entro la parte superiore della canna producendo il suono. Nelle canne ad ancia, invece, il suono è prodotto dall’aria che passa in un canaletto entro cui è racchiusa una lamella metallica che viene messa in vibrazione dal passaggio dell’aria stessa e produce il suono.

La consolle

La consolle è l’insieme delle tastiere, dei pedali e dei comandi che l’organista può azionare per cambiare la timbrica dello strumento variando le combinazioni dei registri utilizzate. La consolle può disporre da una a 5 tastiere (raramente 6 o 7), di una pedaliera e da una serie di comandi accessori tra cui:

  • Gli azionamenti per l’inserimento manuale dei registri che possono essere a tirante, a manetta, a placchetta e a levetta.
  • Le staffe del crescendo progressivo (sweller), che inseriscono gradualmente un numero crescente di registri.
  • Le staffe dell’espressione, che chiudono o aprono le gelosie di una o più casse al cui interno sono posizionate le canne di un rispettivo manuale, regolandone il volume sonoro.
  • Le unioni, che uniscono ad uno specifico manuale o pedale i suoni di un altro manuale.
  • Gli accessori che inseriscono il ripieno, le ance, il tremolo, la grancassa o tutti i registri dell’organo.

I registri

I registri dell’organo vengono generalmente suddivisi nelle seguenti famiglie:

  • principali, a cui appartiene il principale propriamente detto, l’ottava, la decima quinta, il contrabbasso, il basso e i bassi d’armonia. Rappresentano un po’ la base dell’architettura timbrica dell’organo. A questo gruppo appartengono anche registri particolari come il principalino, il principale dolce, l’eufonio, il diapason, l’eolina, il corno di camoscio, il basso acustico.
  • Flauti, a cui appartengono tutti quei registri che riproducono il suono del flauto, tra cui il flauto propriamente detto, il flauto armonico, il flauto doppio, l’ottavino, la clarabella, il flauto conico, il corno dolce, il corno di notte ed il corno in selva.
  • Bordoni, che differisce da quella dei flauti per le canne parzialmente o totalmente tappate. Appartengono a questa famiglia il bordone, il subbasso, il quintante ed il flauto camino.
  • Registri di mutazione semplice, che rafforzano uno o più suoni armonici di altri registri chiamati “di fondo” e si servono di una sola fila di canne. Quando viene suonata una nota, insieme a questa vengono anche riprodotti una serie di suoni minori chiamati suoni armonici, di minor intensità, che ne definiscono in maniera univoca il timbro. Questa famiglia di registri va a rinforzare in maniera specifica uno o alcuni degli armonici prodotti dal registro fondamentale e per questo motivo non vengono mai utilizzati da soli ma solo in accoppiamento al registro che fa da fondamentale. Appartengono a questa famiglia la quinta, il nazardo, la duodecima, la decima nona, la settima e la nona.
  • Registri di mutazione composta, basati come i precedenti ma composti da più file di canne. Appartengono a questa famiglia il cornetto, la sesquialtera e il ripieno.
  • Registri oscillanti, il cui suono è provocato da due canne che suonano in contemporanea, una delle quali con un suono leggermente crescente, per creare dei battimenti che generano all’orecchio umano una specie di onda acustica molto gradevole. Appartengono a questo gruppo la voce umana, l’unda maris, la voce celeste, la viola celeste, il concerto viole o violini, il flauto celeste.
  • Registri di stretto e strettissimo diametro, denominati anche Archi o Violeggianti a cui appartene la viola propriamente detta, la viola da gamba, la viola d’amore, la viola orchestrale, il salicionale, la dulciana, il violino, l’armonica, il violone, il violoncello e il cello.
  • Registri ad ancia a cui appartiene la tromba, la chiarina, la tromba armonica, il trombone, il fagotto, la tuba, la bombarda, la dulciana (da non confondere con quella presente nella famiglia dei violeggianti), il clarinetto, il corno di bassetto, il cromorno, lo zinke, l’oboe, il corno inglese, lo schalmey, l’eufonio e il corno dolce (da non confondere con gli omonimi presenti della categoria dei principali).

Come si suona l’organo

L’organista aziona la o le tastiere dello strumento con le mani mentre con i piedi suona la pedaliera che riproduce esattamente le note musicali e la loro disposizione (pedali bianchi e neri) ovviamente con diversi registri e altezze dei suoni rispetto al/ai manuali.

L’organista con le mani o con appositi pedaletti inserisce o toglie i registri tra un brano e l’altro o durante lo stesso pezzo per dare espressività al pezzo.

Per suonare bene l’organo, come per il pianoforte, occorre prevedere un lungo percorso di studi volto all’apprendimento della tecnica corretta a livello di mani e piedi, alla conoscenza delle potenzialità espressive e di stile di ogni organo e la sua adattabilità per l’eseguire un certo brano musicale ed infine all’insegnamento di regole di composizione organistica.