L’esercizio successivo è l’inno alla gioia di Beethoven, accompagnato con gli accordi. Vediamo la partitura:
Abbiamo gli accordi dell’esercizio precedente (Do+, Fa+ e Sol+), più due accordi nuovi: Mi+ e La- (minore). Vediamo insieme ora come concatenarli.
Per tutta la prima riga e fino a battuta 10 abbiamo i soliti accordi, quindi suonali come abbiamo fatto per gli esercizi precedenti sulla canzonetta di Mozart e sulla Primavera di Vivaldi.
A battuta 11 si trova un accordo di Sol+, seguito da uno di Mi+ e uno di La-. Vediamo come concatenarli comodamente.
Per prima cosa costruiamo questi nuovi accordi di Mi+ e La- con il metodo dei conteggi:
Poi andiamo a capire come concatenarli ai precedenti accordi.
L’accordo di Mi+ viene dopo quello di Sol+ (al suo primo rivolto).
L’accordo di Sol+ è formato dalle note Si-Re-Sol mentre quello di Mi+ dalle note Mi, Sol#, Si.
La nota in comune è il Si (la nota più bassa dell’accordo di Sol+ nel suo primo rivolto), quindi la mantieni e posizioni le restanti due note a destra, ovvero più in alto, in modo da tenere il mignolo della mano sinistra fermo sul Si.
Ma ora ti confido una cosa. Questa posizione delle note dell’accordo di Mi nello stato di secondo rivolto è difficile da memorizzare visivamente, per questo motivo l’accordo di Mi è preferibile venga eseguito nello stato fondamentale. Anche se occorrerà fare un piccolo salto, è preferibile comunque suonarlo nello stato fondamentale. Inoltre, l’Inno alla Gioia non è un pezzo velocissimo, quindi il salto è agibile.
Subito dopo l’accordo di Mi+ (al suo secondo rivolto) abbiamo quello di La-.
Le note dell’accordo di Mi+ (allo stato fondamentale) sono Mi, Sol#, Si mentre quelle di La- sono La, Do, Mi.
Abbiamo il Mi in comune, che è la prima nota dell’accordo di Mi+. Per suonare il La-, manterrai il Mi come nota più bassa dell’accordo e posizionerai le altre due a destra.
Farai quindi l’accordo di La- nel suo secondo rivolto.
Anche per questo esercizio, se hai già seguito il mio corso base di pianoforte, conosci già questa melodia e quindi potrai subito suonarla con gli accordi.
Se invece non hai mai suonato questo brano, ti consiglio prima di imparare da sola la mano destra, poi la concatenazione di accordi con la mano sinistra, e dopo, quando conoscerai bene le due parti separatamente, le potrai suonare a mani unite!
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qui trovi il mio tutorial su come richiedere il permesso SIAE, per un matrimonio o una festa privata come ad esempio un compleanno o una ricorrenza, direttamente dal tuo smartphone.
E’ una procedura molto semplice, che ti porterà via una decina di minuti, salvo malfunzionamenti o rallentamenti del sito. Per questo motivo non aspettare il giorno prima o addirittura il giorno stesso dell’evento, ma procedi almeno 2 o 3 giorni prima.
Innanzitutto il permesso SIAE lo devi fare tutte le volte che intendi usufruire di musica coperta da diritto d’autore in un locale pubblico, in quanto la SIAE raccoglie i proventi derivanti da questi permessi e retribuisce il lavoro degli autori dei brani musicali che tu diffonderai alla tua festa. Cioè, io autore Fabio Castello compongo un pezzo chiamato “la danza del Castello” e lo deposito alla SIAE. Tu, nella tua festa privata, vuoi usare questo pezzo per far ballare i tuoi ospiti. E’ giusto quindi che io riceva un compenso da te per questo utilizzo, e la gestione di questo meccanismo viene affidata alla SIAE o in misura minore ad altre società che amministrano i diritti d’autore musicali. La SIAE incassa i proventi, trattiene per sé una percentuale, e ridistribuisce i compensi agli autori.
Il permesso lo devi fare sia se chiamerai una grande orchestra a suonare per te, una band, un DJ, un duo, un trio oppure anche tuo cugino gratis con un PC collegato ad una cassa. Lo devi fare se utilizzi almeno un’opera tutelata dalla SIAE, ovvero la quasi totalità delle musiche che abitualmente senti per radio, in TV o in giro. Se proprio non vuoi pagarla, dovresti utilizzare musica non registrata alla SIAE, probabilmente musica che non conosce quasi nessuno!
Quindi, se vuoi la musica per il tuo grande giorno di festa, la SIAE è una spesa che devi mettere nel tuo budget. Non pagarla significa rischiare pesanti sanzioni in caso di controllo.
Terminata questa parentesi, ti lascio al video seguente, dove ti farò vedere tutte le istruzioni, una per una, per richiedere il permesso!
Buona visione :-)… e se hai delle domande, non esitare a scrivermi nei commenti che trovi sotto al video!
L’esercizio successivo è la primavera di Vivaldi, accompagnata con gli accordi. Vediamo la partitura:
Gli accordi sono quelli dell’esercizio precedente di Mozart, ovvero:
Do maggiore in stato fondamentale
Fa maggiore nel suo secondo rivolto
Sol maggiore nel suo primo rivolto
Anche per questo esercizio, se hai già seguito il mio corso base di pianoforte, conosci già questa melodia e quindi potrai subito suonarla con gli accordi.
Se invece non hai mai suonato tale pezzo, ti consiglio prima di imparare da sola la mano destra, poi la concatenazione di accordi con la mano sinistra, e dopo, quando conoscerai bene le due parti separatamente, le potrai suonare a mani unite!
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Nelle due lezioni precedenti abbiamo visto come si costruiscono gli accordi minori e maggiori. Hai anche imparato a costruire i rivolti e abbiamo detto che essi sono molto utili per concatenare gli accordi. Vediamo ora in che modo.
Nella musica leggera, pop, rock, contemporanea ma anche in quella liturgica e classica, solitamente gli accordi vanno fatti con la mano sinistra mentre il canto (o la linea melodica) va eseguito con la mano destra. Quindi significa che con la mano sinistra dovrai eseguire delle successioni di accordi, che si susseguono, secondo alcuni criteri armonici, dall’inizio alla fine del pezzo.
Prendiamo ora la semplice canzonetta di Mozart, che hai studiato con le due mani nella prima parte del corso. Questa volta la partitura sarà diversa, perché la mano sinistra non farà più note singole, ma suonerà gli accordi indicati sopra la partitura, mentre la mano destra eseguirà la melodia principale. Questo esercizio è il numero 26 della raccolta di esercizi che trovi qui.
Sul primo Do Alto, suonerai con la mano sinistra l’accordo di Do+ e lo terrai premuto finché verrà indicato un nuovo accordo.
Alla seconda battuta suonerai l’accordo di Fa+ sul La Alto della mano destra e lo terrai per due quarti, poi sul Sol Alto suonerai nuovamente l’accordo di Do+, e così via fino alla fine del pezzo.
L’accordo va suonato in corrispondenza della nota sulla quale è indicato (gli accordi possono essere scritti sopra o sotto il pentagramma) e poi va tenuto fino a quando troverai un nuovo accordo! In questo corso gli accordi li troverai sempre scritti sopra la partitura.
La figura seguente ti fa notare meglio quando suonare ciascun accordo.
Sul primo Do Alto, suonerai il Do+ che terrai premuto per tutta la prima battuta, fino al successivo accordo di Fa+, che lo suonerai sul La alto della mano destra, e così via!
Ricorda che quando non compare il segno “+” o “-” accanto all’accordo, significa che esso è maggiore!
Ora analizziamo la sequenza di accordi da suonare.
Troviamo gli accordi Do+, Fa+ e Sol+. Iniziamo a costruirli con la tecnica dei conteggi.
L’accordo di Do+ è fatto dalle note: Do, Mi, Sol
L’accordo di Fa+ è fatto dalle note: Fa, La, Do (alto)
L’accordo di Sol+ è fatto dalle note: Sol, Si, Re
D’ora in poi tralasceremo l’aggettivo “Alto” o “Basso” dopo una nota. Ad esempio, nel caso dell’’accordo di Fa, il Do subito dopo il La indica automaticamente che è quello subito dopo, quindi da sottintendere un Do (Alto).
Se suoniamo l’accordo di Do+ con la mano sinistra (con le dita 5, 3, 1, quindi con mignolo, medio e pollice) e subito dopo quello di Fa+ (sempre con le stesse dita) vediamo subito che dobbiamo spostare la mano un po’ in avanti, facendo uno spostamento di un intervallo di quarta (il mignolo passa dal Do al Fa). Quindi spostando la mano in questo modo corro il rischio di sbagliare note, perché gli accordi vanno suonati di fila, senza pause, senza stacchi, esattamente come le note musicali, quindi quando si passa da un accordo ad un altro, il tutto deve essere continuo, morbido e fluido, proprio come le note di una melodia.
Per eseguire una successione di accordi comodamente, ci vengono in aiuto i rivolti che abbiamo visto nella lezione precedente.
Partiamo con il primo accordo, quello di Do+, che lasceremo in stato fondamentale. E’ il primo da suonare e ci va bene così. Il secondo da suonare è quello di Fa+.
Per capire quale rivolto devi utilizzare, poniti questa domanda: Quali sono le note in comune tra l’accordo di Do e quello di Fa?
La risposta è che i due accordi hanno entrambi la nota Do (non importa quale altezza, importa solo il nome della nota).
Quindi nel passaggio tra l’accordo di Do+ e quello di Fa+, manterrai la nota Do dell’accordo precedente (di Do+) in modo da minimizzare gli spostamenti della mano e poi suonerai le note rimanenti dove ti sono comode a partire dalla posizione della tua mano.
In questo caso, visto che il Do dell’accordo di Do (la sua fondamentale) lo hai suonato con il mignolo, continuerai a suonarlo con il mignolo per l’accordo di Fa, e le altre due note saranno più in alto, quindi troverai prima il Fa e poi il La.
Quindi userai il secondo rivolto dell’accordo di Fa. Ecco il passaggio disegnato sulla tastiera.
Il terzo accordo che incontriamo è nuovamente il Do+, che farai come lo abbiamo imparato, in stato fondamentale.
Il quarto accordo è un accordo di Sol, da concatenare al Do. Fai nuovamente la domanda: Quali sono le note in comune tra l’accordo di Do e quello di Sol?
Tali accordi hanno in comune solo il Sol, quindi quando passerai dall’accordo di Do a quello di Sol, manterrai il Sol del primo accordo, e posizionerai le altre note in maniera comoda per la mano, quindi più in basso dato che il Sol lo eseguirai, in tutti e due gli accordi, con il pollice della mano sinistra.
Il pezzo non ha ulteriori accordi, pertanto userai questi che abbiamo appena ricavato ovvero:
l’accordo di Do lo suoneremo in stato fondamentale
l’accordo di Fa nel suo secondo rivolto
l’accordo di Sol nel suo primo rivolto
Ecco il riassunto dei 3 accordi:
Tutti molto vicini e molto comodi.
Se hai già seguito il mio corso base di pianoforte, conosci già questa melodia e quindi potrai subito suonarla con gli accordi.
Se invece non hai mai suonato tale pezzo, ti consiglio prima di imparare da sola la mano destra, poi la concatenazione di accordi con la mano sinistra, e dopo, quando conoscerai bene le due parti separatamente, le potrai suonare a mani unite!
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Nelle lezioni precedenti hai imparato a costruire tutti gli accordi, maggiori e minori, e a suonarli con i rivolti.
Ti ricordo che ogni accordo costruito con la regola dei conteggi viene detto “accordo in stato fondamentale” mentre i relativi rivolti (2) sono chiamati primo e secondo rivolto.
Quindi abbiamo imparato 3 modi per suonare ciascun accordo maggiore o minore.
Vediamo ora come posizionare la mano sulla tastiera per suonarli correttamente.
Regola 1: suoneremo gli accordi con la mano sinistra. Quindi imparerai a posizionare gli accordi con la mano sinistra, in quanto essi servono per costruire l’accompagnamento di un pezzo mentre la mano destra suona la melodia.
Regola 2: per la mano sinistra, gli accordi vanno suonati usando la diteggiatura 5-3-1 nello stato fondamentale e nello stato di primo rivolto, e usando la diteggiatura 5-2-1 nello stato di secondo rivolto.
Per la mano destra, gli accordi vanno suonati usando la diteggiatura 1-3-5 nello stato fondamentale, 1-2-5 nello stato di primo rivolto e usando nuovamente la diteggiatura 1-3-5 nello stato di secondo rivolto.
Questa diteggiatura va usata anche se l’accordo ha dei tasti neri.
Regola 3: quando il mignolo o il pollice deve suonare un tasto nero le altre dita devono rimanere in posizione naturale, usando, quando serve, anche la parte alta dei tasti.
Ti consiglio comunque di impratichirti prima nel suonare gli accordi con la mano sinistra e poi, successivamente, di fare qualche esercizio anche per la mano destra.
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Nelle due lezioni precedenti abbiamo visto come si costruiscono gli accordi maggiori e minori. Mediante la tecnica dei conteggi, abbiamo imparato a individuare le tre note di ogni accordo, sia maggiore che minore.
L’accordo così costruito, con le note ordinate secondo la tecnica dei conteggi, prende nome di accordo in stato fondamentale, perché la fondamentale dell’accordo, ovvero la nota che gli dà il nome, cioè la prima, è la nota più bassa.
Quindi un accordo nel suo stato fondamentale è un accordo costruito con la tecnica dei conteggi: la prima nota è quella che dà il nome all’accordo, la seconda nota si trova 3 o 4 semitoni sopra la prima (dipende se minore o maggiore) e la terza nota 4 o 3 semitoni sopra la seconda. Inoltre le regole che abbiamo visto sugli intervalli tra la prima e la seconda nota (intervallo di terza), tra la seconda e la terza nota (sempre un intervallo di terza) e infine tra la prima e la terza nota (intervallo di quinta), valgono per tutti gli accordi maggiori e minori nella loro forma fondamentale.
Abbiamo visto che l’armonia è il ramo della musica che studia la simultaneità dei suoni, quindi ci dà delle regole affinché certe note suonino bene insieme, formando quindi gli accordi che abbiamo studiato. Ma cosa succede se cambiassi l’ordine delle note di un accordo? Ad esempio se suonassi il classico di Do+ formato da Do, Mi e Sol nell’ordine Sol, Do, Mi?
Il suono cambierebbe leggermente, ma resterebbe, in linea generale, molto simile. Le note alla fine sono sempre quelle (anche se cambia l’ordine o l’altezza di alcune) e l’accordo suona sempre bene!
Un accordo pertanto può venire suonato anche in forme diverse, cambiando l’ordine delle note. Questo ci servirà per suonare concatenazioni di accordi con maggiore comodità.
Le regole che definiscono in che modo le note di un accordo possono essere ordinate sono i cosiddetti rivolti.
Rivoltare vuol dire girare l’accordo, ovvero prendere la nota più bassa e portarla all’ottava superiore, lasciando inalterate le altre.
Gli accordi maggiori e minori hanno 2 tipi di rivolti:
il primo rivolto si ottiene spostando la nota più bassa dell’accordo in stato fondamentale all’ottava superiore, lasciando inalterate le altre 2.
il secondo rivolto si ottiene spostando la nota più bassa dell’accordo in stato di primo rivolto all’ottava superiore, lasciando inalterate le altre 2.
Vediamo un primo esempio, applicato all’accordo di Do+.
Quindi:
Accordo in stato fondamentale: Costruisci l’accordo con la tecnica dei conteggi (Do, Mi, Sol) partendo dal Do Centrale (vedi riquadro azzurro della figura precedente)
Costruzione del primo rivolto: sposti la nota più bassa dell’accordo in stato fondamentale (quindi il Do Centrale nel riquadro azzurro) all’ottava superiore (il Do Centrale diventa quindi un Do Alto, nella figura segui la freccia viola) e le altre due note restano inalterate (quindi il Mi e il Sol rimangono come sono). Il primo rivolto sarà: Mi, Sol, Do Alto (vedi riquadro verde).
Costruzione del secondo rivolto: sposti la nota più bassa dell’accordo in stato di primo rivolto (quindi il Mi nel riquadro verde) all’ottava superiore (il Mi diventa quindi un Mi Alto, segui la freccia blu) e le altre due note restano inalterate (quindi il Sole il Do Alto rimangono come sono). Il secondo rivolto sarà: Sol, Do Alto, Mi Alto (vedi riquadro giallo).
Nella figura, in ordine, l’accordo di Do+ in stato fondamentale, il primo rivolto e il secondo rivolto.
Vediamo un secondo esempio, applicato all’accordo di Fa#-
Quindi:
Accordo nello stato fondamentale: costruisci l’accordo con la tecnica dei conteggi (Fa#, La, Do# Alto, vedi riquadro azzurro).
Costruzione del primo rivolto: sposti la nota più bassa dell’accordo nello stato fondamentale (quindi il Fa# del riquadro azzurro) all’ottava superiore (il Fa# diventa quindi un Fa# Alto, segui la freccia viola) e le altre due note restano inalterate (quindi il La e il Do# Alto rimangono come sono). Il primo rivolto sarà: La, Fa#, Do# Alto (vedi riquadro verde).
Costruzione del secondo rivolto: sposti la nota più bassa dell’accordo nello stato di primo rivolto (quindi il La del riquadro verde) all’ottava superiore (il La diventa quindi un La Alto, segui la freccia blu) e le altre due note restano inalterate (quindi il Fa# e il Do# Alto rimangono come sono). Il secondo rivolto sarà: Fa#, Do# Alto, La Alto (vedi riquadro giallo).
Nella figura, in ordine, l’accordo di Fa#- in stato fondamentale, il primo rivolto e il secondo rivolto.
Per comodità i rivolti li indicherò con 1R (primo rivolto) e 2R (secondo rivolto). Quindi un Re 2R sarà un secondo rivolto dell’accordo di Re Maggiore.
In armonia il primo rivolto di un accordo maggiore o minore viene chiamato anche accordo di terza e sesta, in quanto tra la prima nota e la seconda c’è un intervallo di terza, e tra la prima nota e la terza nota, un intervallo di sesta (1R di Do+ che è composto dalle note Mi, Sol, Do ha un intervallo di terza tra Mi e Sol, e di sesta tra Mi e Do).
Il secondo rivolto di un accordo maggiore o minore viene chiamato anche accordo di quarta e sesta, in quanto tra la prima nota e la seconda c’è un intervallo di quarta, e tra la prima nota e la terza nota, un intervallo di sesta (2R di Do+ composto dalle note Sol, Do, Mi ha un intervallo di quarta tra Sol e Do, e di sesta tra Sol e Mi).
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Dopo aver visto come si costruisce l’accordo minore, oggi andremo a vedere le regole per costruire quello minore.
A tal scopo, utilizzeremo sempre la regola dei conteggi.
L’accordo minore viene costruito a partire da una semplice regola:
la prima nota è quella che da il nome all’accordo. Quindi un accordo di Do minore avrà come prima nota il Do.
la seconda nota dell’accordo si trova tre semitoni a salire (quindi si contano 3 note verso destra a partire dalla prima nota, usando tutti i tasti, bianchi e neri)
la terza nota si trova quattro semitoni sopra la seconda (quindi dalla seconda nota si contano altre 4 note verso destra, sempre usando tutti i tasti bianchi e neri).
La sequenza da memorizzare è quindi: nota, 3, 4. E’ invertita rispetto a quella relativa all’accordo maggiore.
Esempio: costruiamo l’accordo di Do Minore.
Le note sono quindi: Do, Mib, Sol.
Esempio: costruiamo l’accordo di Fa# Minore.
Le note sono quindi: Fa#, La, Do#.
Come abbiamo visto per l’accordo maggiore, anche nell’accordo minore le note tra di loro sono distanziate di un intervallo di terza (e di conseguenza c’è un intervallo di quinta tra la prima nota dell’accordo e la terza nota).
Quindi il precedente accordo di Fa#- non può essere scritto come Fa#, La, Reb, perché tra il La ed il Reb ci sarebbe un intervallo di quarta (e non di terza!).
L’accordo minore si indica con il segno “-”. Ad esempio se trovi scritto “Do-”, significa che è un accordo di Do Minore. Sovente lo trovi anche indicato con una m minuscola (es “DOm”)
Come per le singole note, anche gli accordi possono avere diverse altezze, a seconda dell’altezza della prima nota utilizzata per costruirlo. Un Do Maggiore può partire dal Do Centrale, dal Do Alto o da qualsiasi altro Do, il nome dell’accordo resta sempre quello ma cambierà il suono risultante!
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Oggi ti presenterò il primo dei tre tipi di accordi che andremo a conoscere in questo corso, ovvero l’accordo maggiore, un accordo formato da 3 note differenti (ovvero è una triade).
In generale, ti insegnerò a costruire gli accordi mediante la tecnica dei conteggi. All’inizio ti servirà per imparare a costruirli. Poi, a forza di suonarli, li imparerai a memoria.
Ora ti spiego come applicare questa regola alla costruzione dell’accordo maggiore.
la prima nota è quella che da il nome all’accordo. Quindi se ti dico di suonare l’accordo di Do maggiore, significa che la prima nota sarà il Do.
la seconda nota dell’accordo si trova quattro semitoni a salire (quindi si contano 4 note verso destra a partire dalla prima nota, usando tutti i tasti, bianchi e neri).
la terza nota dell’accordo si trova tre semitoni sopra la seconda (quindi dalla seconda nota si contano altre 3 note verso destra, sempre usando tutti i tasti bianchi e neri).
La sequenza da memorizzare è quindi: nota, 4, 3.
Esempio: costruiamo l’accordo di Do maggiore.
Le note sono quindi Do, Mi, Sol
Esempio: costruiamo l’accordo di MIb maggiore.
Le note sono quindi Mib, Sol, Sib.
Le note di un accordo (costruito con la tecnica dei conteggi) differiscono tra di loro sempre per un intervallo di terza! Quindi se la prima nota è un Sol, la seconda sarà un Si e la terza un Re, poi con la regola dei conteggi vedremo se queste note sono diesis o bemoli.
Vediamo un’applicazione di questa regola. Costruiamo l’accordo di Si+ (o Si).
Le note sono Si, Re, Fa, ma con la tecnica dei conteggi andremo a scoprire se alcune di queste note sono alterate oppure no.
Le note sono quindi Si, Re# (e non Mib!) e Fa# (e non Solb!).
Anche se Mib corrisponde a Re# e Solb corrisponde a Fa#, le note dell’accordo sono Si, Re# e Fa# perché tra ogni nota ci deve essere sempre un intervallo di terza (quindi Si-Re e Re-Fa).
Da questa regola se ne deriva che dalla prima nota dell’accordo all’ultima c’è sempre un intervallo di quinta (nell’esempio precedente Si-Fa).
L’accordo maggiore si indica con il segno “+” oppure semplicemente senza segni. Se trovi scritto “Do+”, significa che è un accordo di Do Maggiore. Anche se trovi scritto solo “Do” senza il segno + accanto, significa che l’accordo è maggiore.
Come per le singole note, anche gli accordi possono avere diverse altezze, a seconda della prima nota utilizzata per costruirlo. Un Do Maggiore può partire dal Do Centrale, dal Do Alto o da qualsiasi altro Do, il nome dell’accordo resta sempre quello, cambia solo il suono risultante, che sarà più alto o più basso!
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Iniziamo questo corso presentando gli elementi principali della musica, che sono 3 ovvero ritmo, melodia e armonia.
Il ritmo non è semplicissimo da spiegare. Tutti noi abbiamo in mente cos’è il ritmo, sappiamo quando due musiche hanno diversi tipi di ritmi. In generale, possiamo dire che è una successione di accenti forti e deboli ed eventuali pause, intervallati nel tempo da pochi decimi di secondo a qualche secondo, che seguono, di solito ma non obbligatoriamente, uno o più modelli ciclici. È quindi un sistema che da un certo ordine ai suoni di un pezzo musicale.
La melodia invece è una successione di note da suonare (o cantare) l’una dopo l’altra, che riproducono un motivo musicale. Se provi a fischiettare una canzone, stai riproducendo una melodia.
L’armonia invece è la sovrapposizione di più note, quindi è l’elemento della musica che regola la simultaneità dei suoni. Ci sono infatti alcune note che se suonate insieme hanno un bel suono, altre invece un suono meno bello. L’armonia ha le sue regole, ed esse hanno lo scopo di mettere insieme i suoni per rendere piacevole il suono risultante all’ascoltatore.
Se ad esempio suonassi insieme Do, Mi, Sol (di qualunque altezza) otterresti un suono risultante piacevole da ascoltare. Se suonassi insieme Si, Do, La# otterresti un suono meno bello. Provare per credere!
L’armonia è un elemento della musica, ma è anche una materia vera e propria. La scienza dell’armonia insegna le regole per costruire ed utilizzare insiemi di suoni che stanno bene tra di loro, che andremo a studiare in questol corso. Tali suoni servono per riempire musicalmente una melodia, e da qui nasce il concetto di accompagnamento.
I pilastri dell’armonia sono gli accordi, ovvero insiemi di 3 o più note suonate contemporaneamente. Essi servono per abbellire una melodia, per riempirla, per costruirci gli accompagnamenti, e per comporre pezzi musicali polifonici ovvero eseguiti da cori o insiemi strumentali.
Nel corso studieremo accordi di tre suoni (chiamati triadi) e di quattro suoni (chiamati quadriadi).
Nelle lezioni successive studieremo i vari tipi di accordi e inizieremo ad applicarli ai pezzi già studiati nel mio corso base di pianoforte online.
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La modulazione da Do maggiore a Do minore sfrutta la cadenza d’inganno del secondo tipo, che introduce un accordo di Lab maggiore, vicino alla tonalità di Do minore.
Segue poi un giro armonico di conferma tonalità. Un particolare accorgimento alla penultima battuta (grado IV), dove viene utilizzato un accordo di settima di passaggio costruito sul II grado della scala di Do minore, con al basso il IV grado. Da tenere presente che la settima (in questo caso il Do) deve essere sempre preparata. Al posto di tale accordo di settima si può anche usare un accordo di Fa minore.