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L’accordo di settima di dominante con la tecnica dei conteggi (Lez. 11) – Corso base di armonia e accompagnamento al pianoforte gratuito

Imparerai a costruire e a suonare l’accordo di settima chiamato anche accordo di settima di dominante

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Nelle lezioni 2 e 3 abbiamo visto le tipologie di accordi più comunemente utilizzati: gli accordi maggiori e minori.

Oggi studieremo un altro tipo di accordo, molto utilizzato in musica. Esso si chiama accordo di settima di dominante, o più comunemente accordo di settima.

A differenza degli accordi maggiori e minori, formati da 3 note, che prendono il nome di triadi, questo accordo è formato da 4 note, quindi è una quadriade.

Perché si chiama di settima? Perché l’ultima nota dista un intervallo di settima dalla fondamentale!

Per costruirlo si usa sempre la regola dei conteggi, aggiungendo una nota sopra il relativo accordo maggiore. La regola dice che la quarta nota dell’accordo di settima si trova 3 semitoni sopra l’ultima nota del relativo accordo maggiore.

Esso viene costruito a partire da una semplice regola:

  • si costruisce l’accordo maggiore sulla nota che da il nome all’accordo
  • la quarta nota sta tre semitoni sopra l’ultima nota dell’accordo maggiore (quindi dalla terza nota si contano altre 3 note verso destra, sempre usando tutti i tasti bianchi e neri).

La sequenza da memorizzare è quindi: nota, 4, 3, 3.

Sulla partitura si indica con il nome dell’accordo seguito da un numero 7.

Vediamo alcuni esempi:

Costruzione dell’accordo di Do Settima (indicato come Do7):

Le note sono quindi Do, Mi, Sol, Sib.

Costruzione dell’accordo di Mib settima (indicato come Mib7):

Le note sono quindi Mib, Sol, Sib, Reb.

Riprendendo le terminologie della lezione precedente si ha che:

  • La prima nota dell’accordo (senza rivolti) è la fondamentale
  • La seconda nota dell’accordo è la terza (perché sta ad un intervallo di terza dalla fondamentale)
  • La terza nota dell’accordo è la quinta (perché sta ad un intervallo di quinta dalla fondamentale)
  • La quarta nota dell’accordo è la settima (perché sta ad un intervallo di settima dalla fondamentale, e da qui prende il nome)

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Fumo basso (criogenico) chiamato anche il ballo sulla nuvola

Una speciale macchina del fumo renderà i balli davvero speciali: ti sembrerà di volare su una nuvola! Non è la classica macchina del fumo: esso viene generato da una potente apparecchiatura e quando fuoriesce resta a terra per molto tempo, regalando quindi un effetto veramente unico e speciale!

Questo effetto renderà davvero suggestive le tue foto e i video che gli operatori o gli ospiti ti faranno.

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Le fontane pirotecniche fredde

Stelline o scintille piretecniche da abbinare alle fontane!

Stelline o scintille pirotecniche luminose per il tuo matrimonio a Torino

Le scintille luminose sono dei semplici bastoncini che vengono consegnati agli invitati durante un particolare momento (come il taglio della torta). Essi verranno accesi e creeranno un’atmosfera magica e speciale.

Solitamente le scintille per il matrimonio vanno abbinate alle fontane fredde, in quanto possono essere viste come un’estensione delle stesse. Prima vengono distribuite agli invitati, poi si accendono tutte insieme, e successivamente un nostro operatore farà partire le fontane fredde, per rendere il tutto un vero e proprio spettacolo.

Guarda qui un video sulle scintille per il tuo matrimonio!

E qui puoi vedere le fontane fredde!

Per maggiori informazioni sulle fontane fredde, ti rimando al relativo articolo!

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Il fumo basso o criogenico chiamato anche il ballo sulla nuvola

Fontane pirotecniche fredde per il tuo matrimonio a Torino, Cuneo e Vercelli

Vuoi un meraviglioso spettacolo per il tuo matrimonio? Vuoi lasciare i tuoi ospiti a bocca aperta ed avere delle foto uniche e spettacolari per il taglio della torta e per i tuoi balli?

Guarda un esempio di taglio della torta con 2 sole fontane luminose.

E qui un esempio con 4 fontane, bellissimo vero?

Cosa sono le fontane pirotecniche fredde?

Le fontane fredde sono dei getti molto alti di scintille luminose che non emanano calore, quindi si possono usare sia all’esterno che all’interno dei locali. Sono indicate per rendere ancora più bello e spettacolare il tuo matrimonio. Usano una particolare polvere di titanio-zirconio che verrà riscaldata all’interno di una speciale macchina azionata a telecomando. Essa, mediante una fuoriuscita di aria calda, emanerà verso l’alto un getto di scintille fredde di altezza variabile e regolabile dall’operatore, normalmente tra i 3 e i 5 metri, che si possono toccare anche con le mani. Non vi sono pertanto ragioni di sicurezza che ne possano vietare l’utilizzo anche all’interno dei locali.

Quando si usano le fontane pirotecniche fredde?

Le fontane fredde sono indicate per rendere ancora più magica l’atmosfera di festa del tuo matrimonio. Saranno uno spettacolo per i tuoi ospiti e ti regaleranno delle bellissime foto durante il taglio della torta ed eventualmente anche in altri momenti (ingresso sposi in location, primo ballo sposi, ballo con mamma e papà, ecc…). Noi spesso le abbiniamo al fumo criogenico, chiamato più semplicemente “fumo basso”. Prima facciamo ballare i nostri sposi sulle nuvole, e poi facciamo partire le fontane per un effetto ancora più grandioso e scenografico.

Quanto costano le fontane pirotecniche fredde?

Noi proponiamo un pacchetto che comprende l’utilizzo delle fontane fredde per il taglio della torta e anche a richiesta, per altri momenti. Solitamente proponiamo uno di questi pacchetti:

  • 2 fontane ad altezza regolabile e direzione fissa
  • 2 fontane ad altezza regolabile e direzione regolabile
  • 4 fontane tutte con altezza regolabile e 2 con inclinazione e giochi di direzione del getto luminoso, a seconda delle vostre preferenze e del fotografo.

Guarda un esempio di lancio del bouquet con le fontane!

e qui guarda un esempio di lancio della giarrettiera con la fontane luminose!

Qui puoi vedere l’effetto delle fontane inclinabili che fanno un bellissimo arco sopra gli sposi!! 🙂

Il preventivo dipenderà dalla durata dello spettacolo e in quali momenti vorresti che fossero utilizzate.

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Stelline o scintille piretecniche da abbinare alle fontane!

Il fumo basso o criogenico chiamato anche il ballo sulla nuvola

Gli accordi di terza e sesta, quarta e sesta e la corretta terminologia delle note di ciascun accordo (Lez. 10) – Corso base di armonia e accompagnamento al pianoforte gratuito

Imparerai a chiamare correttamente le note di ogni triade maggiore, minore e dei suoi rivolti

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Abbiamo visto nelle lezioni 2 e 3 che le note di un accordo, nel suo stato fondamentale,  differiscono tra di loro sempre per un intervallo di terza! Quindi se la prima nota è un Sol, la seconda sarà un Si e la terza un Re. La regola dei conteggi ci dice se queste note saranno naturali, diesis o bemolli, ma il loro nome sarà sempre quello. 

Ad esempio le note dell’accordo di Si+ sono Si, Re# (e non Mib!) e Fa# (e non Solb!).

Anche se Mib corrisponde a Re# e Solb corrisponde a Fa#, le note dell’accordo sono Si, Re# e Fa# perché tra ogni nota ci deve essere sempre un intervallo di terza (quindi Si-Re e Re-Fa).

Da questa regola deriva che dalla prima nota dell’accordo all’ultima c’è un intervallo di quinta (nell’esempio precedente Si-Fa).

Quindi:

dalla prima nota alla seconda, c’è un intervallo di terza

dalla prima nota alla terza, c’è un intervallo di quinta

I nomi delle note di un accordo, usati comunemente in musica, derivano dagli intervalli. Ora  introduciamo una regola per la determinazione dei nomi delle note dell’accordo, nel suo stato fondamentale e prenderemo in considerazione, come esempio, l’accordo di Do+

  • La prima nota, quella più bassa, si chiama fondamentale dell’accordo (il Do).
  • La seconda nota, quella che dista 4 o 3 semitoni sopra la prima a seconda se l’accordo è maggiore o minore, si chiama la terza dell’accordo perché dista un intervallo di terza dalla fondamentale (il Mi, quindi l’intervallo di terza è Do-Mi).
  • La terza nota, quella che dista 3 o 4 semitoni sopra la seconda, si chiama la quinta dell’accordo perché dista un intervallo di quinta dalla fondamentale (es. il Sol, quindi l’intervallo di quinta è Do-Sol)

Vediamo ora il primo rivolto:

  • La prima nota, quella più bassa, si chiama basso d’armonia o nota di basso (il Mi).
  • La seconda nota del primo rivolto si chiama la terza dell’accordo perché dista un intervallo di terza dalla nota di basso (il Sol, quindi l’intervallo di terza è Mi-Sol).
  • La terza nota, si chiama la sesta dell’accordo perché dista un intervallo di sesta dalla nota di basso (il Do, quindi l’intervallo di sesta è Mi-Do).

Da questa regola, il primo rivolto di un accordo maggiore o minore prende anche il nome di accordo di terza e sesta.

Vediamo ora il secondo rivolto:

  • La prima nota, quella più bassa, si chiama basso d’armonia o nota di basso (il Sol).
  • La seconda nota del secondo rivolto si chiama la quarta dell’accordo perché dista un intervallo di quarta dalla nota di basso (il Do, quindi l’intervallo di quarta è Sol-Do).
  • La terza nota, si chiama la sesta dell’accordo perché dista un intervallo di sesta dalla nota di basso (il Mi, quindi l’intervallo di sesta è Sol-Mi).

Da questa regola, il secondo rivolto di un accordo maggiore o minore prende anche il nome di accordo di quarta e sesta.

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Tutorial sul Te Deum di Charpentier con gli accordi – Es. 29 (Lez. 9) – Corso base di armonia e accompagnamento al pianoforte gratuito

Imparerai a concatenare gli accordi di Re, Sol e La

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L’esercizio successivo è il Te Deum di Charpentier, accompagnato con gli accordi. Vediamo lo spartito:

Abbiamo degli accordi nuovi: Re+, La+ e Sol+. Identifichiamo le loro note con il metodo dei conteggi.

  • L’accordo di Re+ ha le note Re, Fa# e La.
  • L’accordo di La+ è composto da La, Do#, Mi.
  • L’accordo di Sol+ è composto da Sol, Si, Re.

Iniziamo con il Re, che possiamo fare in stato fondamentale, visto che è il primo accordo che suonerai.

Seguendo la partitura, si trovano due accordi di Re+, e poi uno di La+. Quindi dovremo concatenare il La+ al Re+.

L’accordo di Re+ e quello di La+ hanno il La in comune. Per suonare l’accordo di La, terrai la terza nota dell’accordo di Re+ (quindi il La, con il pollice della mano sinistra) e posizionerai le altre due note più in basso, a sinistra.

L’accordo di La lo eseguirai nel suo primo rivolto.

Ora manca l’accordo di Sol+. L‘hai già imparato nello stato di primo rivolto nelle lezioni precedenti. Vediamo ora se è più comodo suonarlo così oppure se modificarlo.

Tornando alla partitura, dopo l’accordo di La+, abbiamo un accordo di Re+, e subito dopo l’accordo di Sol+. Quindi cercheremo di concatenare il Sol+ al Re+.

Tra l’accordo di Re+ e quello di Sol+, abbiamo la nota Re in comune. Nel passaggio tra i due accordi manterrai premuto il Re, che è la nota più bassa dell’accordo di Re, e posizionerai le altre due note a destra, ovvero più in alto. L’ordine delle note dell’accordo di Sol sarà Re, Sol, Si, quindi suoneremo il secondo rivolto (diverso rispetto a prima!).

Anche per questo esercizio, se hai già seguito il mio corso base di pianoforte, conosci già questa melodia e quindi potrai subito suonarla con gli accordi.

Se invece non hai mai suonato questo pezzo, ti consiglio prima di imparare la mano destra, poi la concatenazione di accordi con la mano sinistra, e dopo, quando conoscerai bene le due parti separatamente, le potrai suonare a mani unite!

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Tutorial sull’Inno alla Gioia di Beethoven con gli accordi – Es. 28 (Lez. 8) – Corso base di armonia e accompagnamento al pianoforte gratuito

Imparerai a suonare gli accordi di Mi e di La- e ripasserai sempre gli accordi di Do, Fa e Sol

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L’esercizio successivo è l’inno alla gioia di Beethoven, accompagnato con gli accordi. Vediamo la partitura:

Abbiamo gli accordi dell’esercizio precedente (Do+, Fa+ e Sol+), più due accordi nuovi: Mi+ e La- (minore). Vediamo insieme ora come concatenarli.

Per tutta la prima riga e fino a battuta 10 abbiamo i soliti accordi, quindi suonali come abbiamo fatto per gli esercizi precedenti sulla canzonetta di Mozart e sulla Primavera di Vivaldi.

A battuta 11 si trova un accordo di Sol+, seguito da uno di Mi+ e uno di La-. Vediamo come concatenarli comodamente.

Per prima cosa costruiamo questi nuovi accordi di Mi+ e La- con il metodo dei conteggi:

Poi andiamo a capire come concatenarli ai precedenti accordi. 

L’accordo di Mi+ viene dopo quello di Sol+ (al suo primo rivolto).

L’accordo di Sol+ è formato dalle note Si-Re-Sol mentre quello di Mi+ dalle note Mi, Sol#, Si.

La nota in comune è il Si (la nota più bassa dell’accordo di Sol+ nel suo primo rivolto), quindi la mantieni e posizioni le restanti due note a destra, ovvero più in alto, in modo da tenere il mignolo della mano sinistra fermo sul Si.

Ma ora ti confido una cosa. Questa posizione delle note dell’accordo di Mi nello stato di secondo rivolto è difficile da memorizzare visivamente, per questo motivo l’accordo di Mi è preferibile venga eseguito nello stato fondamentale. Anche se occorrerà fare un piccolo salto, è preferibile comunque suonarlo nello stato fondamentale. Inoltre, l’Inno alla Gioia non è un pezzo velocissimo, quindi il salto è agibile.

Subito dopo l’accordo di Mi+ (al suo secondo rivolto) abbiamo quello di La-.

Le note dell’accordo di Mi+ (allo stato fondamentale) sono Mi, Sol#, Si mentre quelle di La- sono La, Do, Mi.

Abbiamo il Mi in comune, che è la prima nota dell’accordo di Mi+. Per suonare il La-, manterrai il Mi come nota più bassa dell’accordo e posizionerai le altre due a destra.

Farai quindi l’accordo di La- nel suo secondo rivolto.

Anche per questo esercizio, se hai già seguito il mio corso base di pianoforte, conosci già questa melodia e quindi potrai subito suonarla con gli accordi.

Se invece non hai mai suonato questo brano, ti consiglio prima di imparare da sola la mano destra, poi la concatenazione di accordi con la mano sinistra, e dopo, quando conoscerai bene le due parti separatamente, le potrai suonare a mani unite!

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Come fare il permesso SIAE per un matrimonio o una festa privata (TUTORIAL DA SMARTPHONE)

Ciao,

qui trovi il mio tutorial su come richiedere il permesso SIAE, per un matrimonio o una festa privata come ad esempio un compleanno o una ricorrenza, direttamente dal tuo smartphone.

E’ una procedura molto semplice, che ti porterà via una decina di minuti, salvo malfunzionamenti o rallentamenti del sito. Per questo motivo non aspettare il giorno prima o addirittura il giorno stesso dell’evento, ma procedi almeno 2 o 3 giorni prima.

Innanzitutto il permesso SIAE lo devi fare tutte le volte che intendi usufruire di musica coperta da diritto d’autore in un locale pubblico, in quanto la SIAE raccoglie i proventi derivanti da questi permessi e retribuisce il lavoro degli autori dei brani musicali che tu diffonderai alla tua festa. Cioè, io autore Fabio Castello compongo un pezzo chiamato “la danza del Castello” e lo deposito alla SIAE. Tu, nella tua festa privata, vuoi usare questo pezzo per far ballare i tuoi ospiti. E’ giusto quindi che io riceva un compenso da te per questo utilizzo, e la gestione di questo meccanismo viene affidata alla SIAE o in misura minore ad altre società che amministrano i diritti d’autore musicali. La SIAE incassa i proventi, trattiene per sé una percentuale, e ridistribuisce i compensi agli autori.

Il permesso lo devi fare sia se chiamerai una grande orchestra a suonare per te, una band, un DJ, un duo, un trio oppure anche tuo cugino gratis con un PC collegato ad una cassa. Lo devi fare se utilizzi almeno un’opera tutelata dalla SIAE, ovvero la quasi totalità delle musiche che abitualmente senti per radio, in TV o in giro. Se proprio non vuoi pagarla, dovresti utilizzare musica non registrata alla SIAE, probabilmente musica che non conosce quasi nessuno!

Quindi, se vuoi la musica per il tuo grande giorno di festa, la SIAE è una spesa che devi mettere nel tuo budget. Non pagarla significa rischiare pesanti sanzioni in caso di controllo.

Terminata questa parentesi, ti lascio al video seguente, dove ti farò vedere tutte le istruzioni, una per una, per richiedere il permesso!

Buona visione :-)… e se hai delle domande, non esitare a scrivermi nei commenti che trovi sotto al video!

Tutorial sulla Primavera di Vivaldi con gli accordi – Es. 27 (Lez. 7) – Corso base di armonia e accompagnamento al pianoforte gratuito

Consoliderai la concatenazione di accordi Do Fa Sol

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L’esercizio successivo è la primavera di Vivaldi, accompagnata con gli accordi. Vediamo la partitura:

Gli accordi sono quelli dell’esercizio precedente di Mozart, ovvero:

  • Do maggiore in stato fondamentale
  • Fa maggiore nel suo secondo rivolto
  • Sol maggiore nel suo primo rivolto

Anche per questo esercizio, se hai già seguito il mio corso base di pianoforte, conosci già questa melodia e quindi potrai subito suonarla con gli accordi.

Se invece non hai mai suonato tale pezzo, ti consiglio prima di imparare da sola la mano destra, poi la concatenazione di accordi con la mano sinistra, e dopo, quando conoscerai bene le due parti separatamente, le potrai suonare a mani unite!

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Tecniche di concatenazione degli accordi applicate alla Canzonetta di Mozart – Es. 26 (Lez. 6) – Corso base di armonia e accompagnamento al pianoforte gratuito

Imparerai la tecnica principale per suonare gli accordi di fila comodamente

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Nelle due lezioni precedenti abbiamo visto come si costruiscono gli accordi minori e maggiori. Hai anche imparato a costruire i rivolti e abbiamo detto che essi sono molto utili per concatenare gli accordi. Vediamo ora in che modo.

Nella musica leggera, pop, rock, contemporanea ma anche in quella liturgica e classica, solitamente gli accordi vanno fatti con la mano sinistra mentre il canto (o la linea melodica) va eseguito con la mano destra. Quindi significa che con la mano sinistra dovrai eseguire delle successioni di accordi, che si susseguono, secondo alcuni criteri armonici, dall’inizio alla fine del pezzo.

Prendiamo ora la semplice canzonetta di Mozart, che hai studiato con le due mani nella prima parte del corso. Questa volta la partitura sarà diversa, perché la mano sinistra non farà più note singole, ma suonerà gli accordi indicati sopra la partitura, mentre la mano destra eseguirà la melodia principale. Questo esercizio è il numero 26 della raccolta di esercizi che trovi qui.

Sul primo Do Alto, suonerai con la mano sinistra l’accordo di Do+ e lo terrai premuto finché verrà indicato un nuovo accordo.

Alla seconda battuta suonerai l’accordo di Fa+ sul La Alto della mano destra e lo terrai per due quarti, poi sul Sol Alto suonerai nuovamente l’accordo di Do+, e così via fino alla fine del pezzo.

L’accordo va suonato in corrispondenza della nota sulla quale è indicato (gli accordi possono essere scritti sopra o sotto il pentagramma) e poi va tenuto fino a quando troverai un nuovo accordo! In questo corso gli accordi li troverai sempre scritti sopra la partitura.

La figura seguente ti fa notare meglio quando suonare ciascun accordo. 

Sul primo Do Alto, suonerai il Do+ che terrai premuto per tutta la prima battuta, fino al successivo accordo di Fa+, che lo suonerai sul La alto della mano destra, e così via! 

Ricorda che quando non compare il segno “+” o “-” accanto all’accordo, significa che esso è maggiore!

Ora analizziamo la sequenza di accordi da suonare.

Troviamo gli accordi Do+, Fa+ e Sol+. Iniziamo a costruirli con la tecnica dei conteggi. 

L’accordo di Do+ è fatto dalle note: Do, Mi, Sol

L’accordo di Fa+ è fatto dalle note: Fa, La, Do (alto)

L’accordo di Sol+ è fatto dalle note: Sol, Si, Re

D’ora in poi tralasceremo l’aggettivo “Alto” o “Basso” dopo una nota. Ad esempio, nel caso dell’’accordo di Fa, il Do subito dopo il La indica automaticamente che è quello subito dopo, quindi da sottintendere un Do (Alto).

Se suoniamo l’accordo di Do+ con la mano sinistra (con le dita 5, 3, 1, quindi con mignolo, medio e pollice) e subito dopo quello di Fa+ (sempre con le stesse dita) vediamo subito che dobbiamo spostare la mano un po’ in avanti, facendo uno spostamento di un intervallo di quarta (il mignolo passa dal Do al Fa). Quindi spostando la mano in questo modo corro il rischio di sbagliare note, perché gli accordi vanno suonati di fila, senza pause, senza stacchi, esattamente come le note musicali, quindi quando si passa da un accordo ad un altro, il tutto deve essere continuo, morbido e fluido, proprio come le note di una melodia.

Per eseguire una successione di accordi comodamente, ci vengono in aiuto i rivolti che abbiamo visto nella lezione precedente.

Partiamo con il primo accordo, quello di Do+, che lasceremo in stato fondamentale. E’ il primo da suonare e ci va bene così. Il secondo da suonare è quello di Fa+.

Per capire quale rivolto devi utilizzare, poniti questa domanda: Quali sono le note in comune tra l’accordo di Do e quello di Fa?

La risposta è che i due accordi hanno entrambi la nota Do (non importa quale altezza, importa solo il nome della nota).

Quindi nel passaggio tra l’accordo di Do+ e quello di Fa+, manterrai la nota Do dell’accordo precedente (di Do+) in modo da minimizzare gli spostamenti della mano e poi suonerai le note rimanenti dove ti sono comode a partire dalla posizione della tua mano.

In questo caso, visto che il Do dell’accordo di Do (la sua fondamentale) lo hai suonato con il mignolo, continuerai a suonarlo con il mignolo per l’accordo di Fa, e le altre due note saranno più in alto, quindi troverai prima il Fa e poi il La.

Quindi userai il secondo rivolto dell’accordo di Fa. Ecco il passaggio disegnato sulla tastiera.

Il terzo accordo che incontriamo è nuovamente il Do+, che farai come lo abbiamo imparato, in stato fondamentale.

Il quarto accordo è un accordo di Sol, da concatenare al Do. Fai nuovamente la domanda: Quali sono le note in comune tra l’accordo di Do e quello di Sol?

Tali accordi hanno in comune solo il Sol, quindi quando passerai dall’accordo di Do a quello di Sol, manterrai il Sol del primo accordo, e posizionerai le altre note in maniera comoda per la mano, quindi più in basso dato che il Sol lo eseguirai, in tutti e due gli accordi, con il pollice della mano sinistra.

Il pezzo non ha ulteriori accordi, pertanto userai questi che abbiamo appena ricavato ovvero:

  • l’accordo di Do lo suoneremo in stato fondamentale
  • l’accordo di Fa nel suo secondo rivolto
  • l’accordo di Sol nel suo primo rivolto

Ecco il riassunto dei 3 accordi:

Tutti molto vicini e molto comodi.

Se hai già seguito il mio corso base di pianoforte, conosci già questa melodia e quindi potrai subito suonarla con gli accordi.

Se invece non hai mai suonato tale pezzo, ti consiglio prima di imparare da sola la mano destra, poi la concatenazione di accordi con la mano sinistra, e dopo, quando conoscerai bene le due parti separatamente, le potrai suonare a mani unite!

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